Cultura

Centro Studi Grande Milano

Difesa del Made in Italy e lotta alla contraffazione.
A volte puoi trovare la carica anche con un semplice supporto morale.

Per debellare un virus ci vuole un antidoto virale; ci stiamo lavorando.

Da quattro anni sto cercando di “assorbire” tutte le nozioni possibile legate alla contraffazione e la difesa del Made in Italy, e ho appreso cose molto interessanti.

Ve ne elenco alcune sulle quali poi cercherò anche di fare una piccola analisi:

  • Se ci vogliamo limitare all’epoca moderna, possiamo dire che la contraffazione esiste da 300 anni.
  • Nel mondo le due nazioni, per certi versi le uniche due nazioni interessate a difendere dalla contraffazione i loro prodotti sono l’Italia e la Francia.
    Questa è una roba potente perché significa che il resto del mondo può solo copiare o comprare i nostri prodotti.
  • Negli ultimi 100 anni sono nate innumerevoli organizzazioni con l’intento di fare una lotta efficace alla contraffazione.
  • Negli ultimi 10-20 anni si sono sviluppate ed evolute innumerevoli soluzioni tecnologiche per la lotta alla contraffazione.
  • Il danno economico arrecato al sistema paese ha proporzioni spaventose (7 miliardi di euro/anno).
  • Nel mondo, il paese probabilmente più attento a parole e meno attivo nei fatti è l’Italia.
  • La contraffazione non è un fatto fisico ma uno stato mentale.
  • La contraffazione si combatte con il Marketing.

Ho volutamente parlato di Marketing come ultimo argomento perché è  l’argomento nel quale credo di più e sul quale vedo lavorare poco.

Forse ci si accorge delle cose quando ormai è tardi e per correggerle serviranno decenni; siete pronti?

Dedicate 5 minuti del vostro tempo a guardare questo video!
Tratto dalla puntata di Report trasmessa dalla RAI

Se ora rileggo i punti sopra, una buona metà restano solo belle parole, in realtà quel che manca totalmente è il Marketing, ma non per ricostruire e recuperare credibilità, ma per crearla da zero.

Ragazzi siamo riusciti a perdere un patrimonio che tutti ci invidiavano, ma ora non sanno nemmeno più che lo abbiamo; vorrei far notare che uso il verbo avere al presente e non al passato, perché c’è ANCORA, ma per quanto?

Di seguito cerco di sostenere la mia tesi della estrema importanza del Marketing coma azione “complementare” ma determinante, credo sia utile fare degli esempi perché il panorama è tutt’altro che semplice, soprattutto perché va a toccare molti aspetti che non sono tecnici ma percettivi, mi passate il temine filosofico?


 

Per il momento tralascio un certo celato interesse o se volete, non fastidio dei produttori ad essere copiati, mi voglio occupare di situazioni normali e lineari.

Prendiamo ad esempio una borsa da donna o un capo di abbigliamento di una grande firma:

1° comportamento: voglio l’originale e lo acquisto presso i canali ufficiali.

2° comportamento: sò perfettamente che sto acquistando un contraffatto, ed è il motivo per il quale acquisto in spiaggia.

3° comportamento: credo di comprare un originale e non mi accorgo che è un contraffatto.

4° comportamento: non sono nemmeno al corrente dell’esistenza del brand e quindi tantomeno del prodotto.

5° comportamento:  acquisto un altro brand perché maggiormente presente nella mia mente e con una immagine più forte.

Secondo voi chi compra il parmesan “italiano” in China, sa di comprare contraffatto? Io credo che sia convinto di acquistare un prodotto originale italiano e ne è anche soddisfatto, dell’esistenza del Parmigiano Reggiano non sospetta nemmeno.

Tutto ciò a cosa ci porta?
Ad una situazione paradossale; ipotizziamo per un momento che finalmente sia uscita una nuova tecnologia vincente, in grado di garantire al 100%, supponiamo di mandare il Parmiggiano Reggiano (scusate faccio questo esempio perché è ricorrente), in China o in un altro paese che valore aggiunto otterremmo? ZERO

Acquisteranno con grande soddisfazione il parmesan pensando di comprare italiano, o peggio acquisteranno il parmesan pensando che è migliore di quello italiano.

Con il Marketing avrò già informato il mio consumatore che:

  • Il prodotto originale si chiama “nome del brend e del prodotto“.
  • Il prodotto originale è molto migliore di quello non originale perché ………….
  • Il prodotto originale gode di una garanzia di qualità, ma anche sulla diffettosità.
  • Il prodotto originale ha una durata nel tempo notevolmente superiore (alimentari esclusi che in realtà finiscono prima, com’è giusto che sia).
  • Originale significa immagine, tradizione, design, cultura.

Potrei andare avanti per ore ma ……………… come posso sostenere tutto questo se non ho investito 1 euro in marketing.

Adesso viene il bello; produttori originali che producono contraffatto e lo dichiarano originale (prego rivedersi il filmato sezione salumi).  Ma in questo caso siamo entrati in logiche differenti rispetto a quelle delle quali mi voglio occupare.

Quindi come se ne esce, visto che in due secoli la situazione si è solo complicata?

Se ne esce con il giusto mix di fattori che sono rappresentati da Marketing & Tecnologia.

 

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